Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S Interpellanza sul mancato funzionamento dei DEPURATORI in Campania.

18 06 2013

Signor Presidente, nello specifico mi ricollego a quanto già dichiarato dalla collega Nugnes in discussione generale, quando ha parlato dell’abitudine tutta italiana di fronteggiare situazioni di varia natura in emergenza, soprattutto per quanto concerne l’ambiente e la gestione delle bonifiche, dei siti contaminati e dei rifiuti.

La considerazione sorge spontanea: se trattasi di emergenze, gli interventi saranno da attuare in maniera risolutiva ed urgente, e invece ci ritroviamo puntualmente a concedere proroghe su proroghe e deroghe su deroghe, perché tali interventi non seguono mai l’iter predefinito, uscendo dall’emergenza ed entrando nella malattia cronica. Ricordo che questo tipo di gestione va in deroga a leggi vigenti e distoglie fondi da altri capitoli di spesa ai quali non è stata data la patente di urgenza. Un fatto, a nostro avviso, gravissimo.

La Regione Campania, interamente bagnata dal mare, dovrebbe avere come settore economico strategico il turismo. Ebbene, questo in realtà è un settore che non riesce a decollare a causa proprio di questa disastrosa, e forse voluta, gestione. Ogni anno a ridosso della stagione estiva puntualmente scopriamo che il mare è sporco ed inquinato; che c’è bisogno di mettere mano ai depuratori che non funzionano; che tutti faranno del loro meglio in attesa di nuovi finanziamenti. Tante belle parole. Così la storia diventa un ciclo infinito a danno di tutti i cittadini e degli operatori di quel turismo che non c’è.

Con riferimento quindi alla situazione di cui all’articolo 3 (Disposizioni per far fronte all’emergenza ambientale nella Regione Campania* ) di questo decreto, con cui si diede un’ulteriore proroga di gestione commissariale, quindi di emergenza in emergenza, per il servizio di trattamento delle acque reflue in Campania, non siamo ancora riusciti a capire perché non si sia ricondotta la questione nell’alveo della gestione ordinaria. Tutto questo dimostra che un commissario non risolve un problema che, forse, non si vuole risolvere. A sostegno di questa tesi vi è il fatto che dei fondi via via stanziati per l’adeguamento e la messa a norma solo l’1 per cento sia stato utilizzato per l’impiantistica (il resto è stato utilizzato per le spese del personale).

Ora inviterei i colleghi a valutare in futuro tutti gli emendamenti presentati, tenendo conto delle conseguenze che vanno a generare e a indirizzare il loro voto ed il loro consenso avendo come obiettivo unico la soluzione migliore per un territorio già ampiamente devastato e a non lasciarsi condizionare solo dalla voglia di fronteggiare un Gruppo politico diverso da quello di appartenenza.

Vilma Moronese, cittadina 5 stelle al SenatoImmagine

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