IL MOVIMENTO 5 STELLE PORTA IN SENATO IL CASO DELL’OSPEDALE DEL MARE DI NAPOLI

20 06 2013

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“IL SITO DOVE E’ UBICATO RIENTRA UFFICIALMENTE NELLA ZONA ROSSA DI RISCHIO VULCANICO”

Interrogazione di 23 parlamentari tra i quali i campani Puglia, Nugnes, Moronese, Pepe e Cioffi

Il Movimento 5 Stelle porta il caso dell’Ospedale del Mare di Napoli in Senato. Lo fa con una interrogazione parlamentare al Ministro Alfano ed al Ministro della Salute Lorenzin, firmata da 23 senatrici e senatori, che vede come prima firmataria Laura Bottici e tra o co-firmatari tra gli altri i rappresentanti campani Sergio Puglia, Paola Nugnes, Vilma Moronese, Bartolomeo Pepe, Andrea Cioffi. “Quali provvedimenti intende assumere il Governo in relazione alla situazione rappresentata dall’Ospedale del Mare di Napoli, considerato che il sito dove é ubicato dovrebbe rientrare ufficialmente nella cosiddetta zona rossa di rischio vulcanico ?”. “Non si reputa opportuno, alla luce delle nuove evidenze scientifiche, effettuare ulteriori accertamenti, prima dell’avvio dei lavori di completamento del polo ospedaliero sopracitato, al fine di valutare l’opportunità di realizzare un presidio strategico di rilevanza nazionale per la rete di emergenza che, proprio in caso di emergenza, dovrebbe essere evacuato?”. Nell’interrogazione si ricorda tra l’altro come “secondo il parere scientifico del Prof. Benedetto De Vivo, ordinario di Geochimica, e del Prof. Giuseppe Rolandi, ordinario di Geochimica Ambientale all’Università Federico II di Napoli, l’Ospedale sarebbe costruito in un sito che per prossimità alla bocca eruttiva del vulcano, risulterebbe interessato da almeno tre diversi tipi di rischio”.
“La prima è rappresentata dall’ invasione da correnti piroclastiche dense (note come pyroclastic flows), che viaggiano ad una velocità di oltre 200 km all’ora ed a circa 500 gradi di temperatura, raggiungendo distanze ben oltre i 7 km, con un potere distruttivo assoluto”. “Il secondo tipo di rischio è rappresentato dalla particolare dinamica della colonna eruttiva pliniana può comportare la deposizione in un’area con diametro dal cratere di 6-8 km, di oltre 1-2 metri di materiale piroclastico, composto da pomici, ceneri e frammenti lavici, che esercitano un peso sulle strutture maggiore di 1300 kg/mq e si ha motivo di dubitare che l’Ospedale sia progettato per sopportare tale carico”. Infine ” la stessa zona può, con forte probabilità, essere interessata anche da flussi di fango (noti come lahars), il cui potere distruttivo, pur se inferiore ai pyroclastic flows, risulta elevatissimo” spiegano gli interroganti.

Distinti Saluti

Matteo Incerti

Ufficio Stampa
MoVimento 5 Stelle
gruppo parlamentare
Senato della Repubblica

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